mercoledì 30 gennaio 2013

Imparare dal vento




Imparare dal vento (Tiromancino)

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire

Ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire

Sogni proibiti



Tramonta il sole                       su fantastiche colline 
sorprendendo                 l'albero destarsi  
nel rosso accendersi del magnifico fiore
bere calde gocce di rugiada
sgorganti, abbondanti,
tra gemiti e silenzi
di sogni proibiti.
 Pronunciati,
mai.

martedì 29 gennaio 2013

:*

Il Leo(ne) è prima di tutto un animale che protegge. Non ferisce.

Quando non lo vede nessuno è anche un uomo.
Fragile come te. Forse di più.

E adesso è ora che vada.
Ha bisogno che non lo veda nessuno.

lunedì 28 gennaio 2013

Lasciarla andare, no.


I piedi si sollevavano in alto e le gambe avvolgevano la sua vita.
La lingua fuoriusciva dalle sue labbra.
Le mani stringevano le spalle e la schiena di lui, graffiandolo e tirandolo a sé.
Solo allora i colpi si fecero duri e profondi. Consistenti.
Perché quello, in quell'istante, era esattamente ciò che lei voleva.

Non leggeva nel pensiero.
Sapeva osservare. Ascoltare. Controllare.
Lasciava ai segni raccontargli tutti i desideri di lei.
E quelli, in quel momento, significavano che non voleva altro che tutto. Dentro. Forte. Subito.

Portarla al culmine e farla cavalcare su un altopiano, per ore, è ciò che sa fare.
Lasciarla andare, no.

.


"Non ho giustificazioni per il mio modo errato di provare sentimenti. Per istinto altero la natura degli istinti.
Senza volere...voglio in modo sbagliato."

(Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine)

.


sabato 26 gennaio 2013

Qualcosa dentro


Lei ha qualcosa dentro che devo assolutamente prendermi.
Da dentro.
Non chiedo mai nulla. Ma con lei, se sarò costretto a bendarla e legarla, lo farò.
La voglio.
Mia.
Subito.
Adesso.

Vieni.


Acque agitate, profonde

e...
Adesso, mi farei avvinghiare la schiena dalle tue gambe, con la testa in mezzo alle cosce, e il naso, le labbra e il mento colanti di te. Adoro baciarla, passando la lingua dal basso verso l'alto sulle grandi labbra, prima una poi l'altra, premendo con la lingua e poi stringendo tra le mie labbra il pistillo, succhiandolo avidamente e torturandolo mentre con due dita a uncino verso l'alto, appena dentro, carezzerei magicamente il tuo fiore estraendone nettare prezioso.
Scivolerei su, leccandoti la pancia, i seni e prendendoteli a piene mani ne strizzerei dolcemente i capezzoli, con le dita intrise di te.
Salirei ancora leccandoti il collo, ruotando e inarcando il mio bacino per affondare prima nelle tue acque agitate, profonde. Piano, senti carezzare ogni centimetro di te, in ogni angolo nascosto, su, giù, mentre con le mani lo afferri alla base, di marmo, e inizi a dimenarlo velocemente, sbattendo le tue mani sul tuo sesso. E lo accompagni così, nella sua danza dentro di te, vogliosa di essere posseduta sempre di più, con più vigore, più forza, di più, di più, e...ancora di più....
oddioooo....
Si spegne tutto per interminabili attimi di godimento supremo, assoluto, mentre ancora, oh no, oh bastaaaaa...ohhhhhh..... Ohh...oh
o
o
...

Ma tu...oh
oddio....
...
ohh...
oddiioooo...o..o..o..
basta, ti prego...
...

mercoledì 23 gennaio 2013

La restauratrice


Come una sapiente restauratrice
sai ridonare sostanza e vigore alla mia scultura.
Sai aggiungere carne dove non c'era più.
L'argilla fresca, coi tuoi tocchi alchemici, si è fatta marmo.
Caldo. E pulsante.
Vitale.

Una scossa


Che vuoi che ti dica?
Che vuoi che ti racconti?
Come farei a parlarti della tua pelle ambrata,
dei tuoi capelli lunghi e corvini,
delle tue gambe che vorrei si chiudessero a morsa sul mio bacino, strette in un orgasmo...
delle tue caviglie, con quel bracciale che vorrei averti messo io...
Come farei a parlarti del tuo fondo schiena,
delle tue labbra carnose che vorrei si posassero su di me,
dei tuoi seni gonfi e pieni di desiderio...come il mio...
Dimmi, come farei a parlarti di te?

E allora taccio,
e ti guardo,
da lontano,
e sogno.
Il tuo sguardo. Sul mio.

Mi piace quando sento il tuo sguardo addosso,
sei una scossa alla mia vita.
Che mi percorre tutto, dal capo ai piedi.
E vorrei che sto terremoto, non finisse mai.

Un lento



Sento braccia attorno al busto stringermi da dietro,
e un viso che si posa sulla mia schiena, caldo.
Sento mani che carezzano il petto e vibrano ad ogni battito.
Mani che scivolano lente sul torso nudo,
verso il basso, più in basso.
Mani che si infilano nel pantalone, slacciato,
e giocano col mio desiderio, cresciuto, insieme al tuo.
Mi stringo a te, a occhi chiusi,
in un ballo che è terremoto che sconvolge anima e carne,
tra movimenti ondulatori del mio corpo,
a cercare la stretta delle tue mani, sottili,
che scivolano all'unisono, su e giù,
con tutto il mio corpo.

Ora mettiti a terra, ti ballerò sopra.
Un lento.
Da urlo.

martedì 22 gennaio 2013

Succede


Un giorno ho scoperto che quel che vado cercando non si cerca.
Succede.
Per questo non chiedo nulla.
Per questo ho le labbra chiuse.
Ma grazie a Dio respiro,
e quando sentirò l'odor di vento mi volterò.
E pronuncerò il suo nome con le mie labbra, sulle sue.
Guardandola negli occhi, nell'anima.

Chèrie...



Je protège tous ses désirs au bout de le coeur
jusqu'à ce qu'ils explosent de nouveau
un jour
au milieu de elle.


lunedì 21 gennaio 2013

Bagno caldo

"Alzati e voltati! Ti bacerò l'anima da dentro."
Lei si sollevò dalla vasca tra il vapore caldo che saliva dall'acqua, si voltò di spalle e chinò la schiena pronta a donarsi a lui, mentre l'acqua le gocciolava abbondante dai suoi fantastici seni.
Stupenda...
Lui si avvicinò, tolse la giacca, si levò una sottile maglia nera girocollo e rimase a petto nudo. Abbassò la zip del pantalone ed estrasse il membro già quasi completamente eretto. Lo introdusse in mezzo alle gambe di lei appoggiandolo al fiore, da sotto, e si chino' sulla sua schiena iniziando a leccarla dal collo. Lei infilava le mani tra le gambe e se lo strusciava addosso sentendolo crescere e inturgidire sempre più tra esse.
"Basta!" - sussurrò imperioso mordendole la schiena. Lei spalanco' gli occhi e un gemito di dolore e piacere percorse il suo corpo come una scarica.
Ritrasse il suo membro e lo affondò, lentamente, tutto, nel suo sesso già fradicio. Mise una mano davanti la bocca di lei per tapparle i gemiti il più possibile e infilandole le dita tra la lingua iniziò a possederla avidamente, da dietro, spingendo e piazzando di tanto in tanto delle sonore sculacciate sulle natiche. Lei gemeva, immobile, succhiando le sue dita,  in attesa del prossimo colpo, con le mani poggiate al bordo della vasca e i seni che ad ogni sua spinta danzavano nel'aria. Con gli occhi chiusi godeva di quei brividi allo stomaco per il piacere misto al dolore fino a che esplose, di colpo, improvvisa, trattenendosi dal gemere come una pazza mentre lui cercava di tapparle la bocca, incapace di fermarsi.
Fino a che, bussarono alla porta del bagno.
Con un filo di voce e il cuore in gola per la paura rispose:
"Che c'è? Torna a dormire. Finisco il bagno, faccio uscire il gatto e arrivo..."

domenica 20 gennaio 2013

E' adorabile

E' adorabile quello stare lì, fermo 
sulle labbra bagnate 
e sentirla tremare
e respirare il profumo della seta, umida
e sentirlo crescere, al pensiero
costante
insonne
di lei
e con lei
nello stesso istante
cadere, per un attimo, nel vuoto.


sabato 19 gennaio 2013

Ancora



Voglio ballare con te
voglio averti di fronte a me 
e danzare
e vibrare
e agitarmi come un cavallo imbizzarrito
e strusciarmi 
e farti sentire a colpi di ritmo il sangue nelle vene
e farti pulsare

e vederti danzare, per me

e venire con me
a danzare
ancora
ancora

sempre

venerdì 18 gennaio 2013

Il dono

La penetrava lentamente, disegnando nell'aria con il bacino come delle spirali, ruotandolo in circolo e spingendo il suo membro verso l'alto. Lei gemeva sempre più ad ogni piccolo movimento, dimenandosi e toccandosi avidamente, mentre godeva di quei tocchi che le massaggiavano spazi che la facevano impazzire. Con le dita le pizzicava i capezzoli e a tratti le dava leggeri schiaffettini sul clitoride. Poi la leccava e la penetrava appena con la lingua, andando a raccogliere con essa ogni suo umore. Poi lo rimetteva di nuovo, spingendo sempre più a fondo e facendola urlare.
In un orgasmo senza fine, non si accorgeva nemmeno di quanto lui la osservava freddo, quasi da spettatore, come una macchina senz'anima che immaginava quanto avrebbe veramente goduto se lì ci fosse stata lei, il suo sogno.
Come con tutte le altre, la stremò, lasciando che arrivasse mattino senza donarle nulla.
Lei lo ringraziò e lasciò la casa, ma in cuor suo capì, come tutte le altre, che non l'avrebbe più rivisto.
Aspettava solo lei.
E chissà se mai un giorno, ne avrebbe veramente goduto.


mercoledì 16 gennaio 2013

Impazzisco


Dio, quanto sei bella!
Ti alzi dal mio letto improvvisa, luccicante tra le gambe. Ti osservo incuriosito aprire tutti i miei armadi e prendere pile di camice, slip e ogni altra cosa e posarli accanto a me.
Ammiro ad ogni tuo gesto, ad ogni tuo piegamento, lo sporgere del tuo sesso tra le labbra, all'ombra di splendide gambe.
Dio, quanto sei bella!
Se non fossi legato avrei punito il tuo abbandono prendendoti alle spalle di sorpresa, aprendo e penetrando quel tuo fantastico fondoschiena, senza preavviso, tenendoti per i capelli.
Ti avvicini nuovamente, sorridendo nel vedere il mio membro grosso, in attesa di te, eccitato al solo guardarti. Sali cavalcioni dandomi le spalle e ancora libero ci giochi energicamente con le mani, strusciandotelo da una parte all'altra del tuo fiore, premendo l'asta con forza contro il tuo pistillo e solleticandoti così il ventre con la sua sommità, piena, lucida. In estasi.
Ti ecciti, calorosamente, inarcandoti e buttando la testa all'indietro. Poi strusci lentamente il tuo sesso all'indietro verso il mio petto, e poi su porgendomela in bocca mentre ti abbassi a prenderlo in bocca, caldo tra le tue labbra e la lingua.
Dio, quanto sei bella!
Afferrandolo a due mani ti riavvicini e lo infili lentamente dentro, tutto. Lo senti turgido carezzare ogni tuo centimetro di tessuto, grondante, urlante. Ti godi ogni infinito istante di piacere, penetrante, dall'ingresso agli abissi. Godo sentendola in profondità contrarsi vigorosamente sulla cappella, abbracciandola ancor più ogni volta che ti siedi tutta.
Ora rimani lì tutta, agitandoti fuori controllo, mentre si contrae violentemente.
Cavalcandomi impazzita di piacere, afferri uno ad uno ogni indumento che hai posato accanto a me e te lo strusci violentemente addosso, dalla bocca, al seno, al sesso, lasciando visibili impronte e profumi di anime riversate.

Dal primo all'ultimo capo hai segnato ciò che ora nessun'altra dovrà osar toccare, graffiandolo con l'anima.

Dio quanto sei bella: hai qualcosa dentro che mi fa impazzire.

Da oggi aspetterò solo te.
Solo tu potrai spogliarmi. Dentro.





Dio, quanto sei bella!

martedì 15 gennaio 2013

Calda si scioglie



calda si scioglie,
al tocco delle dita sull'arpa, delicato
musica dolce, 
al suono della tromba, penetrante
suoni confusi,
tra colpi di percussione, violenti
acuti di archi tesi

calda si scioglie
e bevo musica dal suo corpo, vibrante

Oltre


Mostrami gli occhi, non avere paura, 
sono io di cui non conosci né il volto né l'anima.

Il solo schiudersi delle tue ciglia
smuove caldo il vento del Libano
che al profumo di cedro il mio fuoco riattizza

Dalla pelle mia bruna,
che a levante già arde del tuo sole,
la polvere del deserto il suo soffio spazza via

E alimenta il mio fuoco che nell'ardere lento
scalda la tua acqua, oltre il tramonto,
oltre la notte, oltre i sogni

Ti voglio mia,
Oltre ogni limite.

venerdì 11 gennaio 2013

Nessuna pietà


Credo che adesso, proprio adesso, verrò lì a strapparti con violenza il cuore:
ho un fuoco dentro che può esplodere da un momento all'altro
e vorrei essere dentro te quando succederà.
Non sopporto più la dolcezza, il silenzio, la poesia, la musica jazz:
servono solo a mandar giù sorsi amari.
Uscirà tutto, voglio solo esplodere.
Fammi entrare tra il chiaro e lo scuro, stupenda.
Rimarrai immobile di fronte a me, stupita, come lo sono rimasto io.
Non desidererai altro che esplodere anche te in un attimo, vogliosa.
Segnerò a morsi la tua pelle perfetta,
mentre ti trafiggerò in profondità, da dietro, come un traditore.
Cadrai tra le mie braccia,
percorsa da scariche elettriche di un violento orgasmo.
Implorerai di smettere, ma non avrò pietà:
Non sopporto più la dolcezza, il silenzio, la poesia, la musica jazz.



mercoledì 9 gennaio 2013

Fradicio


Accovacciata di fronte la sua sedia
si regalava piacere per lui:
coglieva tra le dita il suo miele
infilando le mani sotto un intimo di pizzo nero semitrasparente, fradicio.
Prima con l'una e poi con l'altra
raccoglieva e ne cospargeva ripetutamente l'asta,
dalla base alla sommità,
massaggiando come con olio profumato
la sua carne che si ergeva libera a mezzogiorno,
calda, piena, dura, pulsante.
Raccolse minuziosamente con la lingua
gli umori luccicanti su tutta la lunghezza,
si alzò sui tacchi e spostando di lato
l'intimo di pizzo nero semitrasparente, fradicio,
si accomodò a cavalcioni su di lui, riempendosene.
Emise un gemito.
Avvinghiandolo, portò tutto alla sua bocca con un bacio.

Così tutto ebbe inizio.

lunedì 7 gennaio 2013

Indelebili


La fissò negli occhi rapendola, 
per portarla lontano dallo sguardo di chiunque.

Con acuta gentilezza la inchiodò al muro.
Le rubò la saliva di bocca.

Infilò la mano sotto le stoffe 
strappandole con garbata violenza.

Lei emise un gemito, 
bagnandosi di paura e desiderio.

Era pronta. 
Lui da appena la vide.

Si tolse la giacca. 
La coprì. 
La strinse a sé.
E se la portò nel cuore.

Impronte rosse, sulla pelle e sull'anima,
si aggiungono e giacciono da allora.

Indelebili.



venerdì 4 gennaio 2013

Con ago e filo


Come uno ago da sarta un pensiero si insinua dentro me conficcandosi laddove tutto non si può rimuovere.
Laddove chiunque entri non ne esce più.
Laddove tutto è concesso.
Laddove farà male quando non ci sarà più piacere.
Laddove il godere e il soffrire sono lo stesso spazio.
Che ci accoglie, rubandoci alla Vita, tirandoci dentro nel suo caldo proibito turbinio che avvolge, che segna. Profondo.

Una voglia irrefrenabile.
Di sentirti urlare.
Piena.
Vuota.

Solida.
Liquida.

Lascio all'ago cucire ricami sulla mia pelle, sulla mia anima.
Farà male. Solo quando te ne sarai andata.
Ora, fammi godere.

giovedì 3 gennaio 2013

Fiore che ride e che piange



Giunse tra le sue gambe alle porte dell'impero.
Ad ogni bussare il fiore segreto ridendo si schiudeva
fino a piangere copiosamente da sotto il bocciolo
lacrime preziose di nettare inebriante.

Regina dell'impero, il Re è tornato.
Al pianto del tuo fiore è nuovamente sottomesso.

martedì 1 gennaio 2013

L'ho promesso a me stesso


L'ho promesso a me stesso
Lo sento dentro quel vecchio
leone che ancora ruggisce,
lo sento ancora scuotere
l’anima ad ogni respiro,
ringhiare ad ogni colpo schivato,
reagire d’istinto.
E sanguina la bocca,
arde l’inferno nelle gambe,
ma il cuore urla di rabbia
e non conta quanto faccia male,
non esiste catena che possa fermare
la voglia di non mollare.
Non ci vado al tappeto,
non ora, non questo round, non oggi,
l’ho sussurrato nel vento,
l’ho promesso a me stesso.

(Don Juan)