giovedì 28 febbraio 2013

Vivimi così


Vivimi così,
intenta ad unire fiaba e desiderio
tra le righe di una poesia
lontana dal mondo.
Tienimi così,
tra le mani,
ignorando la mia anima inquieta
in balia dell’umore
di un attimo.
Prendimi così,
accesa come scintilla di fuoco
che illumina la notte,
mentre antitetiche parti di noi,
ballano in silenzio,
in cerca di un suono percettibile

(Carina Spurio)

Caldo umido nido


Sprofondo in un mare di sensazioni sconvolgenti
ogni volta che affondo e risalgo impetuosamente
lungo il tuo caldo umido nido.
Che mi accoglie tutto:
la pelle, i muscoli, la carne, le vene pulsanti,
l'anima
l'energia
la vita.

Avvolgimi.
Tutto.
E stringimi.
Contraiti a ritmo del piacere.
Di avermi dentro.
E finalmente cesserà questo dolore.
Di non averti.

mercoledì 27 febbraio 2013

Diverso



Lui le passò la mano su tutte le vertebre, una per una, e lei non disse: basta mi fai il solletico, anche se lui temeva che lo facesse da un momento all'altro.
Invece rimase semplicemente a guardare fuori dalle tende scolorite, coi capelli che frusciavano da un lato.
Lui le accarezzò la spina dorsale da cima a fondo, un pezzetto alla volta, e per tutto il tempo che gli ci volle per farlo, il suo cervello rimase assolutamente in silenzio.
È a questi spazi vuoti che bisogna stare attenti, perché si riempiono di sentimento prima ancora che uno si renda conto di cos'è successo; e che si ritrovi, arrivato in fondo alla spina dorsale di lei, diverso.

(Aimee Bender)

Montagne


Solleverei con la mia bocca il manto che ti copre
scoprendo fantastiche montagne
dove farei scivolare la mia lingua fino a vederle trasformare in splendidi vulcani
da agguantare, strizzare, leccare
mentre le vedrei danzare in aria
sospinte al ritmo dei miei colpi di vento,
caldo,
penetrante,
fino all'anima.

Le voglio mie, 
le tue montagne.

martedì 26 febbraio 2013

Voltati e vieni


Quando mi volti le spalle in questo modo
non sai cosa ti farei...

Io invece lo so.

E voglio fartelo sentire tutto.
Centimetro dopo centimetro, brivido dopo brivido,
mentre scorre caldo, scivoloso, di te.
Che non sai cosa ti aspetta, passo dopo passo, centimetro dopo centimetro, godimento su godimento.

Voltati e vieni.
Con me.



Consolazione


Voglio costringerla al muro 
Voglio godere nel sentirla godere sbattuta come un fiore al vento
Voglio spingere forte, delicato, lento e veloce
Voglio vedere le nostre anime giacere finalmente in pace
Sciolte
Fuse e confuse
Vive

E insieme ansiose d'esser riversate di nuovo
Subito
Ancora
Sempre

Ho voglia di lei, proprio di lei

Fino ad allora, per me, non ci sarà consolazione
Per lei, non lo so. E non voglio saperlo
Per paura d'esser solo su una via di specchio
Illuso
D'esser in due.

Live Forever




Maybe I don't really want to know,
how your garden grows.
I just want to fly.
Lately did you ever feel the pain,
in the morning rain
as it soaks it to the bone.
Maybe I just want to fly,
I want to live
I don't want to die ...
Maybe I just want to breath,
maybe I just don't believe ,
maybe you're the same as me,
we see things they'll never see ...
You and I are gonna live forever ...
forever...

(Noel Gallagher)

sabato 23 febbraio 2013

Infinito



Tra infinite possibili sequenze di passi, ottenute combinando tra loro in infiniti modi, infinite sfumature di ritmo, profondità e movimenti del corpo, ve n'è una che farà scoperchiare il cielo. Voglio danzare con te, fino a trovare la tua, per godere dell'infinito che solo allora ci sarà concesso di vedere.


Nulla si può



Nulla si può contro un’onda così impetuosa
La schiuma del mare le carezzò i piedi
E un fremito la penetrò tutta
Scuotendola

Yellow



Look at the stars 
look how they shine for you 
and everything you do 
yeah they were all yellow 
I came along 
I wrote a song for you 
and all the things you do 
and it was called yellow 
So then I took my turn 
oh wh at a thing to have done 
and it was all yellow 

your skin 
oh yeah your skin and bones 
turn into something beautiful 
and you know 
you know I love you so 
you know I love you so 

I swam across 
I jumped across for you 
oh what a thing to do 
'cos you were all yellow 
I drew a line 
I drew a line for you 
oh what a thing to do 
and it was all yellow 

and your skin 
oh yeah your skin and bones 
turn into something beautiful 
and you know 
for you I bleed myself dry 
for you I bleed myself dry 

it's true 
look how they shine for you 
look how they shine for you 
look how they shine for 
look how they shine for you 
look how they shine for you 
look how they shine 

look at the stars 
look how they shine for you 
and all the things that you do


giovedì 21 febbraio 2013

Tra carne e anima


Esplode in marmo caldo il mio desiderio
nel sentire tra le mie mani la tua carne, vogliosa.
Lo senti vigoroso, che spinge contro di te
mentre ti stringo forte, quasi a mescolarci l'anima.
Spogliami di tutto, libera il mio desiderio, sfoga la mia passione, lasciati dominare dalla forza e dall'eleganza dei colpi a cui il tuo fiore non resisterà.
Fino a scoppiare in prelibate gocce di rugiada di solo e puro godimento.  
Pieno.
Assoluto.
Supremo.

Esplosivo.

Ti voglio prendere così, tra la carne e l'anima.







Ovunque


Non è qui, in questo luogo,
che suona il vento
e non è qui, in questo non luogo,
che splende il sole o fuori piove.

Eppure io ti sento dove suona il vento,
quando c'è il sole o fuori piove.

Eppure non ti conosco.
Dove suona il vento,
quando c'è il sole o fuori piove.

Eppure io ti voglio.
Sopra, sotto, dentro e fuori.
Mia.

Ovunque.


mercoledì 20 febbraio 2013

Così


...e sentirla in balia del mio corpo,
sfatta, inerme, 
con le guance rosse e un filo di voce roca
supplicarmi di smetterla
di amarla
così.

Se è quello che vuole davvero, me lo dovrà dire a voce alta.
Cosciente di quel che vuole.

Fino ad allora impazzirà con il mio desiderio tra le gambe.







Io ho...



Io ho.... tanta voglia di morderti.


domenica 17 febbraio 2013

L'aspetto


Prigioniero della sua immagine invisibile, l'aspetto. 
E strillo in silenzio parole di desiderio. Di possesso. Di un'anima.
Che mi ha fatto prigioniero.
E triste.
E felice.
Sognatore. 

venerdì 15 febbraio 2013

Un pensiero per te


Soffia... 
e respirerò anche io...

Adesso


Cosa darei per posare adesso le mie labbra sul tuo fiore...

Non so chi sei, cosa fai, dove sei, con chi sei.
Eppure sto qui,
come un pazzo,
a scrivere al vento,
ad aspettare di respirare,
anche un solo soffio del profumo della tua anima.


Insaziabile


Mi sveglio in piena notte in preda all'eccitazione. Il desiderio, cresciuto spontaneo nel sonno, si è fatto spazio tra le lenzuola fuori da ogni mio controllo. Sentiva te, sul tuo letto, nelle mie stesse condizioni, tra lenzuola umide.
Ti vuole.
Come lo vuoi tu.
Vuole che lo prendi tra le tue mani sottili, che ci giochi sorridendomi, che lo baci facendoti seria e vogliosa, che lo agiti, che lo fai sentire tuo.
E poi che lo accogli, tutto, calda e scivolosa. E lo senti scorrere, giocare, danzare, carezzare e colpire.
E poi insieme a te salire ancora più in alto,  fino in vetta, e rimanere lì, a galoppare su quello splendido altopiano.
Finché ne hai. Finché vorrai. Sarai mia.

Sei con me. Sei dentro me.
Sei come me.

Insaziabile.

giovedì 14 febbraio 2013

Parole


Le parole sono solo parole.
Ne ho cercate di stupende. 
Ma anche la più magnifica non pesa più di una parola.
Nulla.

Qui dentro invece ho qualcosa che pesa.

Quand'è così,
preferisco tacere.

martedì 12 febbraio 2013

Ho fame


Mi fai talmente incazzare che dopo averti sculacciato fino a farti frizzare i pori della pelle ti sbatterei sul tavolo da pranzo per farmi perdonare.

E ti sazierei.
Nel cibarmi di te.
E mi sazierei.
Nel cibarti di me.

Poi mi avvicinerei al tuo collo, tra i tuoi brividi e ti sussurrerei all'orecchio:
'Ho fame. Ancora.'


lunedì 11 febbraio 2013

Tutto questo per dirti che...


Amo per non possedere, per lasciare andare, per riempire di me una donna e darle la mia voglia indomita di vivere.
Amo affinché tu sia tua, affinché non abbia padrone.
Amo per sminuire quelli che conoscerai dopo di me.
Amo perché sono superiore al mio amore, perché in lontananza tu sappia che io sono qualcosa che possiedi e non che ti manca.

[...] Tutto questo per dirti che mi manchi e che non trovo l’antidoto.
Tutto questo per dirti che il fatto che mi manchi non mi ferisce né mi cura.
Tutto questo per dirti che il tuo ricordo è il male più forte che mi faccio io stesso.
Ma questo male è l’unico modo in cui posso ancora amarmi e respirarti.

(E. Medina Reyes)


venerdì 8 febbraio 2013

Cosa rimane di me


Voglio


Voglio ballare con te.
Adesso.

E non smettere mai.

Suonare


Adoro suonare le sue corde
e sentire le vibrazioni 
esplodere sul mio corpo 
in una dolce musica liquida.


A volte


A volte mi sembra di sentire il suo respiro sul collo. E allora la immagino che mi avvinghia da dietro, mordendomi il collo come un'assatanata, facendomi male. Mi girerei di scatto e la metterei con le mani al muro, piegata. Riempirei il suo vuoto così, violentemente, dolcemente. Con una mano a farla arrossire e frizzare in ogni dove e l'altra in bocca a sentirla succhiare le mie dita. Giunta al culmine, lo terrei fermo, dentro, tutto, fino in gola, per sentirla tremare mentre lo stringe in preda agli spasmi.
Incontrollati.
Stupendi.
Da orgasmo.
Anche mio.
Esplosivo.

giovedì 7 febbraio 2013

Profumo


Una cosa sola ti farei:
ti strapperei ogni cosa da indosso, come un pazzo,
e d'improvviso mi placherei
nel respirare traboccante il profumo tuo più segreto.

Dapprima delicato
Inebriante
Intenso
Più intenso

di più e...
Esplosivo

Fantastico.


Impregnante.


mercoledì 6 febbraio 2013

Paura


Stanotte ti sei infilata tra le mie lenzuola.
Ti ho sentito entrare in camera da letto, mentre dormivo. Ti osservavo toglierti ogni velo, lentamente, mentre con gli occhi già divoravi il mio corpo nudo, semicoperto, disteso tra lenzuola di seta.
Osservavi il mio desiderio crescere, facendosi spazio tra le lenzuola, e nei tuoi occhi si scriveva la voglia di possederlo, di stringerlo tra le tue mani, di agitarlo, di sentirlo tra le tue labbra, caldo, pulsante, vivo.
Svestita di ogni cosa, gattonando come una bambina dallo sguardo cattivo e voglioso, mi hai raggiunto posando le tue labbra sul mio petto, baciandolo e mordendolo. Sei scesa lentamente verso il basso e afferrando il lenzuolo con i denti lo hai scostato dal mio corpo.
Iniziavo a sentire il profumo della tua anima provenire intenso dalla tua pelle, dal tuo sesso. Eri eccitatissima. Le labbra del tuo fiore sporgevano aperte e gonfie di desiderio. E là, sopra ogni cosa, si ergeva già rosso e turgido il pistillo. Ansioso di essere dolcemente torturato.
Tenendo il mio membro tra le tue mani, lo hai immerso per un attimo tra la tua saliva e ti sei accomodata sopra.
In un attimo eri piena di lui e ci danzavi sopra, ingordamente, al tuo ritmo, frenetico, impazzito, quasi a volerne godere appieno subito per paura che te lo rubassero. Con estrema calma, tra i tuoi movimenti convulsi, attingevo con le mie dita dal nettare che ad ogni affondo traboccava dalle labbra del tuo fiore e cospargendolo dietro, massaggiavo dolcemente il tuo buchino, fino a penetrarlo, con le dita, tra i tuoi affondi.
Dentro e fuori. Davanti e dietro. Piena e vuota. Solida e liquida.
Ancora.
Di più.
Come una miscela esplosiva sei scoppiata in urlo liberatorio, soffocato, gemente, esauriente.
Ti sei accasciata su di me.
Ti ho stretto forte.

Per paura.

Che ti rubassero.

Leo

Mi chiamo solo Leo.

Non sono padrone di nessuno. Nemmeno di me stesso.

Non cerco nulla. Nemmeno me stesso.


Parte di quel che ho dentro, l'ho scritta qui.
E solo qui.

Mi chiamo Leo.
E non sono nessun altro.

E non voglio nient'altro.

martedì 5 febbraio 2013

Nessuno sa...



Nessuno sa
che sei entrato nella mia vita e non importa,
noi lo sappiamo.
Sappiamo che entrare e uscire da una mente
non c’entra niente con il chiudere porte.
Tenere per mano una mente
non è come tenere per mano una mano.
Non puoi lasciare andare un pensiero semplicemente
lasciando la presa.
Ma se qualcuno per caso un domani
dovesse chiederti ancora
qualcosa di noi,
tu non dirgli niente di me,
di quel che ti ho raccontato.
Di’soltanto che io ....
non ho mai avuto paura di amarti.

(Massimo Bisotti)

lunedì 4 febbraio 2013

Le mani



Ho voglia di stare un po' solo.

Ogni cosa sembra sfuggirmi dalle mani.
Lascio andare. Saranno loro a ritrovarle.
Se vorranno.

Scalpitante


No. Oggi proprio non ce la faccio.
Una cosa sola mi calmerebbe:  la tua lingua che scorre calda e umida su di me, scalpitante nell'attesa del piacere di ogni fremito inatteso.
Di ogni brivido che mi percorre dentro. 
Al solo pensiero.
Della tua lingua.
Su di me.

Power



(Madonna - Celebration)

Penso che vuoi venire
si, l'ho sentito tramite voci di corridoio
sei ubriaco o sobrio? pensaci, non importa
e se questo ti fa sentire bene
allora io dico: fallo!
non capisco proprio cosa stai aspettando!

sento la mia temperatura che sale
c'è troppo caldo, perderò il controllo
vuoi andare più in alto, avvicinarti al fuoco
non capisco proprio cosa stai aspettando!

vieni, entra nella festa, si
perchè nessuno lo farà
iniziamo tutto, si
perchè tutti vogliono festeggiare con te

ragazzo hai una certa reputazione
ma dovrai provarmelo
vedo un pò di esitazione
e Madonna deve mostrarti che
se la farai sentire bene
ti metterà dei voti alti
muoviti a ritmo, ragazzo
è così che devi fare

metti le tue braccia attorno a me
quando farà troppo caldo potremo andare fuori
ma per adesso vieni semplicemente qui
lasciami sussurrare nel tuo orecchio
un invito al ballo della vita

vieni, entra nella festa,
è un festeggiamento
nessuno lo farà
iniziamo tutto, niente più esitazioni!
perchè tutti vogliono festeggiare con te


non ti ho già visto prima da qualche parte?
il tuo viso mi sembra familiare...
vuoi ballare? si.
probabilmente con i vestiti addosso
non ero riuscita a riconoscerti...
cosa stai aspettando?

ragazzo, ce l'hai
perchè nessuno lo farà
iniziamo tutto, niente più esitazioni!
perchè tutti vogliono festeggiare con te

venerdì 1 febbraio 2013

Scuotimento d'anime


Mi fai impazzire.

Pensa quello che vuoi di me. Giudicami. Fammi e disfammi a tuo piacimento.

Farò altrettanto.
Su di te.
Farò e disfarò sul tuo corpo e sulla tua anima ogni più impudico gesto.
Dovrai urlare.
Dovrai supplicare.
Dovrai imprecare che la smetta.

Dovrai godere fino a quando le gambe non ti reggeranno più in piedi e tremanti le dovrai stringere per non impazzire anche te. Dal piacere. Dal dolore.
Dallo scuotimento d'anima.

Fammi godere.
Anche tu.

Ballo peccaminoso


La aspettava dietro la porta d'ingresso, appoggiato con la schiena al legno della porta, freddo. L'aspettava come aspettasse il suo respiro che entrasse a dargli tregua, ancora per un po', almeno fino al prossimo abisso, alla prossima apnea, di silenzio. Era nudo, non voleva perdersi neanche un solo istante del tepore di quella pelle chiara, profumata, vogliosa.
Sentì bussare e per un attimo si spense tutto: la musica soffusa, il crepitio del fuoco, il freddo del legno. Un solo istante e aprì di colpo la porta, trovandola scalza, con un impermeabile fradicio e la pioggia che le colava addosso dai lunghi capelli.
La tirò a sé e chiuse la porta dietro di lei. In silenzio, le aprì l'impermeabile strappandone i bottoni e la scoprì nuda, quasi che anche lei non volesse perdersi neanche un solo istante della passione, del calore, delle vibrazioni che il solo pensiero di lui le trasmetteva.
La prese per le cosce sollevandola da terra; le gambe di lei si avvolsero alla vita di lui, mentre con le braccia lo avvinghiava al collo e alle spalle, possenti. Spingendola contro la porta, iniziò a baciarla e leccarla ovunque, senza controllo, come un pesce rimasto in apnea per ore fuori dall'acqua e poi rigettato in mare, incredulo e impazzito nel sentire la pelle del suo corpo contro la sua. 
Con le mani e le braccia che la sostenevano dalle natiche, la sollevò a sufficienza per poggiare il suo membro caldo e turgido all'ingresso del suo sesso. Lentamente iniziò a farla scendere, affondandolo e riempiendo così ogni suo vuoto, ogni sua paura, ogni sua mancanza. Lei era già pronta, umida, aperta. Non aspettava altro che sentirsi piena di lui.
Iniziò a danzare dentro di lei muovendo il bacino in ogni angolo. La penetrava lentamente, tutta, fino in gola e poi lo ritraeva velocemente, facendola impazzire di piacere mentre a morsi e baci le divorava il collo, le labbra e i seni. 
Con sempre più foga, sempre più veloce, sentiva ad ogni spinta uscire l'aria dal  suo sesso, insieme ad una dolce musica liquida che a piccoli spruzzi spargeva note profumate sul ventre e sul pube di lui.
Tra gemiti e movimenti convulsi esplosero entrambe, all'unisono, riversando le loro anime colanti a terra a formare uno stupendo lago caldo.

Dove specchiarsi.
Senza paura.

I miss you...


Adesso, subito, passo a prenderti in moto.

Stringiti
Andiamo
Senza fermarci
Senza meta
Senza guardare indietro.

Senza guardarsi dentro.