venerdì 31 maggio 2013

Così


Nulla mi potrebbe fare godere di più
che l'immortalarti così,
per infiniti
interminabili
prolungati
istanti.
Tutti quelli che bastano per costringerti a prendermi a schiaffi
affinché la smetta
di farti godere
così.

Un'istantanea danzante, liquida.
Infinita.

giovedì 30 maggio 2013

...

E con chi sarai adesso?
Gli strapperei via di dosso
il sorriso che ha messo...

(Max Gazzè)

"U perfetta"


Quella "U perfetta" è la tua, non è vero?
Credo ti riconoscerei ovunque in mezzo a un milione di persone.
Eppure non ti ho mai visto.
Eppure ti voglio.
Eppure voglio quella "doppia U" contro il mio petto.
Poi la voglio vedere stringere tra sé il mio desiderio, mentre risale verso la tua bocca.
Poi, la voglio vedere danzare. Sbattuta.
Poi, voglio stringerla e strizzarla.
Poi, poi, poi....
Nessun poi.

Io ti voglio adesso.

martedì 28 maggio 2013

Ti dirò io ogni cosa


Con una mano lo afferra saldamente alla base,
lo osserva affamata,
si avvicina con la bocca,
lo bacia dolcemente
ci passa la lingua per tutta la lunghezza dell'asta,
prima da un lato poi dall'altro.
Si sofferma sulla punta,
passandola e ripassandola tra le sue labbra,
succhiandolo e baciandolo
mentre la lingua calda e umida lo solletica dolcemente.
Le mani scivolano su e giù,
ruotando e stimolando tutta la carne, ogni centimetro, ogni piega, ogni vena.
Lo sente pulsare, crescere e scalpitare nella sua bocca.

E adesso la voglio.
La pretendo.

"Siediti qua sopra.
Violentati con il mio sesso.
Non mi muoverò fin quando non sentirò pulsare anche lei.
Poi, proveremo a non smettere mai. Di godere.
Ma adesso concentrati.
Non pensare a niente. Sentilo tutto, dentro.
Ascolta solo il piacere che i tuoi sensi regalano al tuo corpo.
E ai tuoi pensieri.
Al momento opportuno, ti dirò io ogni cosa."

E niente dentro di te sarà più come prima, pensò.

Sazia, mai.


Solo così sarà mai sazia la mia fame:
nel vedere riflesso nello specchio dei suoi occhi 
il piacere traboccante dalla sua carne, dalla sua anima.
La sua fame, di carne e di anima.
I suoi pensieri, bagnati dal mio sesso. 
Duro, mentre le violenta i sensi scorrendo selvaggio dentro di lei come un fiume impetuoso.
Caldo quando abbracciato dalle sue labbra,
carezzato avidamente dalla sua lingua,
manipolato dalle sue dita per essere plasmato secondo i suoi più perversi sogni.
Che poi sono i miei. Sogni.
I miei. Pensieri.
La mia. Fame.

Sazia, mai.

Questa sconosciuta


Sei una bambina.
Una bambina viziata e indisponente.
Irrispettosa. 
La tua presunzione
non meriterebbe attenzione.
Vuoi essere punita?
E io ti punirò.
Ma sappi che l'anima, 
la mia anima,
io non so dove s'è ficcata ne' se mai tornerà.
E con la sola mia carne,
passato il pizzicore,
passato il rossore,
passato l'orgasmo che spezza le gambe,
passata la mia carne,
ogni segno sparirà.

Mentre io ti voglio segnata. 
Marchiata indelebilmente.
Dalla mia anima.

Questa sconosciuta.

Viziata e indisponente.
Irrispettosa. 
Presuntuosa.

Imprevedibile.
Come te.

Ora voglio che tu....


Mi mise un dito nel sesso. "Ora voglio che tu ti contragga intorno al mio dito. Hai un muscolo lì, che può contrarsi e allentarsi intorno al pene. Prova."Provai. Il suo dito era un piacevole tormento. Dato che non lo muoveva, cercai di muovermi io, dentro alla vagina, e sentii il muscolo di cui mi aveva parlato aprirsi e chiudersi, dapprima debolmente, intorno al dito. Millard disse: "Sì, così. Più forte adesso, fallo più forte."Così feci, aprendo e chiudendo, aprendo e chiudendo. Dentro era come una piccola bocca, che si stringeva intorno al dito. Volevo prenderlo dentro, succhiarlo, così continuai a provare. Poi Millard disse che avrebbe inserito il pene senza muoversi, mentre io avrei dovuto continuare a contrarmi dentro. Cercai di imprigionarlo con forza sempre maggiore. Il movimento mi eccitava e sentivo che avrei potuto raggiungere l'orgasmo in qualsiasi momento. Ma, dopo che l'ebbi stretto molte volte, succhiandogli il pene, si mise a gemere all'improvviso di piacere e incominciò a spingere più in fretta, incapace a sua volta di trattenere l'orgasmo. Io continuai il movimento intorno e raggiunsi l'orgasmo a mia volta, nel modo più meravigliosamente profondo, fin giù nell'utero.

(Anaïs Nin)

martedì 21 maggio 2013

Per questo i miei piedi si bloccano...


Finora tu hai perso molte cose.
Molte cose preziose.
Il problema non è sapere di chi è la colpa.
Il problema è che tu attaccavi sempre qualcosa di te
a tutte le cose che perdevi.
Non avresti dovuto.
Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te,
invece di lasciarla andare via con il resto.
Così ti sei consumato a poco a poco.
Perchè?  Perchè l’hai fatto? ...
Forse era più forte di te.
O forse eri spinto a farlo da una specie di destino,
non mi viene la parola…
Tendenza.
Anche se tu ricominci da capo,
e riesci a rimettere a posto la tua vita,
è probabile che tu rifaccia le stesse cose.
È una tendenza.
E quando si supera un certo punto,
non si può più tornare indietro.
È troppo tardi.
Anch’io non posso più aiutarti.
Io posso solo fare il custode di questo posto
e collegare le cose.
Non ho altri poteri...
Ma questo da solo non basta.
Anche tu devi fare la tua parte.
Non puoi startene seduto a pensare.
Se no non arriverai a niente.
Capisci?...
Capisci quello che ti sto dicendo?
Devi danzare.
Danzare senza mai fermarti.
Non devi chiederti perché.
Non devi pensare a cosa significa.
Il significato non importa,
non c’entra.
Se ti metti a pensare a queste cose,
i tuoi piedi si bloccheranno.
E una volta che si saranno bloccati,
io non potrò più fare niente per te.
Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno.
Finiranno per sempre.
E tu potrai vivere solo in questo mondo.
Ne sarai progressivamente risucchiato.
Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi.
Anche se quello che fai può sembrarti stupido,
non pensarci.
Un passo dopo l’altro,
continua a danzare.
E tutto ciò che era irrigidito e bloccato
piano piano comincerà a sciogliersi.
Per certe cose non è ancora troppo tardi.
I mezzi che hai,
usali tutti.
Fai del tuo meglio.
Non devi avere paura di nulla.
Adesso sei stanco.
Stanco e spaventato.
Capita a tutti.
Ti sembra tutto sbagliato.
Per questo i tuoi piedi si bloccano.

(Haruki Murakami)

sabato 18 maggio 2013

Ho bisogno di te


Ho bisogno di te.
Solo tu puoi capirmi: sei come me.

Aiutami a spogliarmi.

E ci guariremo.

venerdì 17 maggio 2013

La mia anima...


Mi sei mancata. E mi manchi ancora.
Riesco a placarmi solo per quei pochi istanti.
E in quei pochi istanti, 
ogni volta che apri la tua bocca,
le carezze della tua lingua sul mio petto
si prendono brandelli della mia anima.
Ho capito sai...dove sei diretta.
Te l'ha detto lei... della mia carne in turgida attesa?
Dovrei chiuderle la bocca, gli occhi e tarparle le ali.
Anche se credo che non servirebbe a nulla.
Con lei riesco a controllare il mio corpo.
Con il mio corpo, non posso nulla contro di lei.

Da quando te la sei presa, ascolta solo te.

martedì 14 maggio 2013

C'è chi


C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita. 
È tutto in ordine dentro e attorno a lui. 
Per ogni cosa ha metodi e risposte. 

È lesto a indovinare il chi il come il dove 
e a quale scopo. 

Appone il timbro a verità assolute, 
getta i fatti superflui nel tritadocumenti, 
e le persone ignote 
dentro appositi schedari. 

Pensa quel tanto che serve, 
non un attimo in più, 
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio. 

E quando è licenziato dalla vita, 
lascia la postazione 
dalla porta prescritta. 

A volte un po’ lo invidio - 
per fortuna mi passa. 

(Wislawa Szymborska)

[E torno ad essere felice. D'essere un'onda. Anomala.]



domenica 12 maggio 2013

La tua notte


Vedere l'alba accendersi rosso fuoco tra le tue gambe, sospinta dal grosso raggio di sole, crescente, penetrante, nel buio della tua notte, fantastica quando si va bagnando di rugiada, quella più preziosa, di quelle che compare solo all'esplodere del sole.

La tua notte.
Io la voglio.
Per accenderla con il mio sole.

venerdì 10 maggio 2013

Il Re e la Regina


Vederti offrire a me.
Chinando la tua schiena.
Istantaneamente.
Alla vista del mio desiderio.

Solido.
Pieno.
Assuefacente.

Questo voglio vedere:
la Regina che si piega e si offre in dono al suo Re.

Sicura di affidarsi a lui
perché certa di sentirsi piena, colmata, guarita, amata. 

Dalla la sua anima.

Il paradosso


Il paradosso
di alcuni sentimenti
è che tanto più sono assurdi,
ingestibili,
impossibili,
arenati in crateri lontani,
tanto più sono solidi
nell'essenza del rimanere...

(Massimo Bisotti)

giovedì 9 maggio 2013

Non abbiamo finito


Sentimi. Ti respiro baciandoti e leccandoti la pelle come un dannato, preparandola all'esplosione dei sensi, da lì a poco. Dopo la quiete.
La mia mano carezzevole si insinua veloce scivolando in un attimo sul tuo sesso, impreparato, sorpreso. Ti rubo il respiro e saliva di bocca mentre con l'indice e il medio posati saldamente sulle grandi labbra, le faccio danzare ruotandole, muovendole all'insù e all'ingiù, e poi ancora in circolo, stringendole e premendo tra esse il pistillo. Ora turgido. Come i capezzoli, vulcanici mentre li carezzo con la lingua e li stringo tra le labbra. Il tuo gemito cresce, gli occhi si chiudono e il collo si inarca mentre due dita affondano nella tua carne, umida. Le mie dita, infilate a uncino, ruotano e scorrono dentro e fuori sulle pareti vellutate del tuo sesso, sempre più liquido e pulsante, sul mio palmo che ancora preme, danzando sul pistillo, avidamente, fino all'esplosione. Dell'anima. Che si riversa traboccando a bollicine sul dentro e fuori delle mie dita.
La mano viene stretta a morsa dalla chiusa delle tue gambe. Rigida. Tesa. Come un arco.
Per interminabili istanti. Di sussulto.
Poi.

La quiete.

Solo per un istante. Non abbiamo finito.


Talk



Oh brother I can't, I can't get through 
I've been trying hard to reach you 'cause I don't know what to do 
Oh brother I can't believe it's true 
I'm so scared about the future and I wanna talk to you 
Oh I wanna talk to you 

You can take a picture of something you see 
In the future where will I be? 
You can climb a ladder up to the sun 
Or write a song nobody has sung or do 
Something that's never been done 

Are you lost or incomplete? 
Do you feel like a puzzle, you can't find your missing piece? 
Tell me how do you feel? 
Well I feel like they're talking in a language I don't speak 
And they're talking it to me 

So you take a picture of something you see 
In the future where will I be? 
You can climb a ladder up to the sun 
Or write a song nobody has sung or do 
Something that's never been done, do 
Something that's never been done 

So you don't know where you're going and you wanna talk 
And you feel like you're going where you've been before 
You tell anyone who'll listen but you feel ignored 
Nothing's really making any sense at all, let's talk 
Let's talk, let's talk, let's talk.

Noi


Ho riservato per te
un angolo pregiato al tavolo del mio corpo.

Mangeremo insaziabili dei nostri corpi.
Berremo mai dissetati delle nostre anime.

Cibandosi l'un l'altro,
le nostre carni si uniranno in un incastro perfetto.
Con le nostre anime.
Fuse e confuse
dinanzi al mondo.
Incapace di distinguere me e te.
Nell'osservare.

Noi.

Danzanti nel vento.
Che già soffia nelle vene.

lunedì 6 maggio 2013

Tutta


Mi fai scoppiare di parole
Mi fai tacere
Mi fai piangere
Mi fai ridere
Mi fai vibrare
Mi fai immobilizzare.

Infilami tra le tue gambe.
E fammi.

Strumento e suonatore.

Fammi.
Tutto.

E ti farò,
tutta.

giovedì 2 maggio 2013

Lei...


Lei non era matta, era una creatura fatta in un momento cui Dio semplicemente non aveva voglia delle solite donne in serie, gli era venuta la vena poetica e l’aveva creata.

(Milena Augus)