sabato 29 giugno 2013

Stasera


Ballerei con te, stasera.

E con le mie mani danzerei sulla tua pelle. Di seta.
Sulla tua schiena, giù.
Alla ricerca dell'origine.
Della musica.

Che non mi fa smettere.
Di vibrare.
E agitarmi.
Ed eccitarmi.
Lo senti?

Ballerei con te.
Stasera.

Soothe my soul



I’m coming for you 
When the sun goes down 
I’m coming for you 
When there’s no one around 

I come to your house 
Break down the door 
Girl I’m shaking 
I need more 

There’s only one way to soothe my soul 
There’s only one way to soothe my soul 
Only one way 
Only one way 
Only one way 
Only one way 

I’m coming for you 
I need to feel your skin 
I’m coming for you 
To stop this crawling 

I’m taking my place 
By your side 
I’m not leaving 
Until I’m satisfied 

There’s only one way to soothe my soul 
There’s only one way to soothe my soul 
Only one way 
Only one way 
Only one way 
Only one way 

I’m coming for you 
My body’s hungry 
I’m coming for you 
Like a junkie 

I can’t stop 
The desire in me 
I’m not waiting 
Patiently 

There’s only one way to soothe my soul 
There’s only one way to soothe my soul 
There’s only one way to soothe my soul 
There’s only one way to soothe my soul 
Only one way 
Only one way 
Only one way 
Only one way 
There’s only one way to soothe my soul

In ogni caso


Mi sento un animale rabbioso.
Di desiderio.

Vieni qua!

Ti voglio prendere con forza.
Voglio darmi.
Con forza.

Ma cosa avrai mai lì dentro?

Lo voglio, in ogni caso.

martedì 25 giugno 2013

Your sweet


I'm so complicated...
But one thing's for sure:

I want you.

I just want to feel you deep 
and taste
your sweet.

Ci è concesso


A nulla mi serve legare mani e piedi,
tapparmi la bocca e riempire la testa di stronzate.

Il mio desiderio è lì.
Impassibile e insensibile. 
Anzi, ad ogni tentativo di contrasto,
le catene si tendono sempre più.
E io temo di non essere più in grado di contenere la mia forza.
Sento il bisogno di esplodere.

Credo che a volte,
perdere il controllo,
ci sia concesso.

E io
lo sto per perdere.

venerdì 21 giugno 2013

Dammene


Dammene perché io possa bere.
Dammene perché io possa con la tua acqua esser guarito.
Ho un fuoco dentro le cui fiamme dilaniano quel poco di me che ancora mi abita.
Il mio sesso raccoglie in una violenta esplosione tutta l'energia di quelle fiamme.
Voglio possederti all'istante, in un'istante infinito.
Voglio essere spento.
E riaccendermi.
Di te.

giovedì 20 giugno 2013

Eccomi


La trovò seduta su una poltrona, semi sdraiata, completamente nuda. Gli occhi socchiusi dal piacere che si stava procurando le avevano coperto la vista di lui, immobile, vicino all'ingresso mentre la osservava. Era eccitato da quella splendida vista.
Cercando di non farsi notare, si sbottonò la camicia, il pantalone e si sfilò ogni indumento da indosso. Le si avvicinò lentamente e quando fu prossimo a sfiorare con il suo membro il corpo di lei, si fece sentire:
"Eccomi".
Il cuore le saltò in gola, spalancò gli occhi e di scatto fece come per alzarsi.
"Aspetta, stai qui!" - fece lui scavalcandola con una gamba e mettendosi a cavalcioni sopra di lei, di fronte, con le ginocchia sulla poltrona ai lati del suo corpo.
Lo vide negli occhi, e si distese.
Le sfiorò le labbra con un dito e posando il membro nell'incavo tra i sui seni, iniziò a muovere il bacino strusciandosi sulla sua pelle, scoprendo interamente il suo sesso, di marmo. Senza mai fermasi saliva piano verso l'alto, avvicinandosi sempre di più alla sua bocca, impegnata a succhiare le sue dita.
Le sfilò le dita di bocca e inarcando la schiena ci infilò la punta del suo membro, calda, gonfia, liscia tra le carezze della sua lingua che danzava su di essa.
Allungò all'indietro la mano e iniziò a passare le dita intrise di saliva sul sesso di lei , facendole scivolare su e giù lungo le labbra, premendo quel tanto da farla impazzire, soffermandosi a massaggiare la perla preziosa, già turgida.  Le sue forti dita affondavano nella sua carne umida, penetrandola avidamente tra i gemiti di lei, in un lago per l'eccitazione di quelle dita, e di quel membro, tra le sue mani, nella sua bocca. Lo leccava lungo tutta l'asta, lo succhiava, lo passava tra la sua lingua inondandolo di saliva. Poi, tenendolo con una mano alla base, lo scorreva tutto con l'altra, quasi volesse mungerlo per bere di lui.
Lui impazziva dal piacere e lei, sicura di non poter più resistere a lungo, disse gridando:
"Tutto, ti voglio tutto...."

Lui si sfilò da quella presa e sistemandosi tra le sue gambe la penetrò, donandole interamente la sua carne.
L'anima gliela passò in bocca. Fondendosi con lei in lungo bacio.

Così, lo ebbe tutto.

lunedì 17 giugno 2013

...

Dopo aver fatto il mio dovere, c'è un vecchio pub in quartiere Hammersmith di Londra dove vado a rifugiarmi in alcuni momenti particolari.
Lì sono sicuro di trovare i peggiori alcolizzati inglesi dove si fanno interminabili e futili conversazioni, bevendo alla distruzione. Esagerando. Scaldandosi con un nulla, visto l'anima di ghiaccio.
Forse entro lì solo per sentirmi un po' migliore.
Ma ogni volta ne esco ancora peggio.

Forse perché il peggio di me, io, lo tiro fuori prima ancora di entrarci. Quelli almeno, hanno la scusa di essere ubriachi.

Statemi alla larga. Sono un poco di buono.

Ed è meglio che io rimanga solo. Anche qui dentro, in questo non luogo. Dove con una parola di troppo, o con una parola di meno, potrei ferire ben più che con il corpo.

mercoledì 12 giugno 2013

E stropicciarti


Fammi spazio tra le tue lenzuola stropicciate.
Voglio infilarmi sotto con te.
Voglio infilarmi dentro di te.

E stropicciarti.
Carne e anima.

Con la mia carne tesa.
Con quel che resta della mia anima.

Accartocciata.
Già tra le tue mani.

martedì 11 giugno 2013

Quindi, sempre.


Voglio essere preso tra le mani dei tuoi pensieri
e passato a struscio lungo tutto il tuo sesso.
Insistentemente.
Dal basso verso l'alto.
Schiudendolo tutto
fino a scoprire con la mia punta la perla tua preziosa.
Voglio violentarti di piacere.
Voglio violare ogni limite. 
Ogni spazio.
Ogni tempo.
Voglio essere l'oggetto che infili grosso tra le tue gambe. All'occorrenza.
Quindi, sempre.
Dentro te.
Al caldo.
Umido.
Spumoso.
Profumato.
Dei tuoi pensieri.
Più osceni.

Ho voglia


Ho voglia
di saziarmi di te
di quella parte
sconosciuta
persino a te.
Possederti,
farmi possedere.
Un attimo
per l'eternità,
schiavi d'amore,
liberi di amarci.
Ho voglia di
stordire la tua anima
e tutti i suoi sensi,
i tuoi sensi,
i miei sensi
e farmi stordire
per perdermi in te....

(Silvana Stremiz)

martedì 4 giugno 2013

D'un fiato


Le era così vicino
che se avesse aperto la bocca
anche solo per dirle:

'Ho fame, di te.'

si sarebbe trovato in bocca
il sapore delle sue labbra.

Invece stava lì,
incomprensibilmente in silenzio,
con le labbra chiuse,
esposto al giudizio di lei.

E al contempo schiaffeggiato da quell'urlo
soffocato ma dilaniante
che gli proveniva da dentro.

Quell'urlo che egli solo
sapeva essere la causa stessa del suo silenzio.
Quella stessa causa che qualcuno,
con molta leggerezza,
chiamerebbe:
amore.

Dio, quanto vorrei usarla quella leggerezza!

Per urlare al cielo
Per baciarla
E danzarla
E mangiarla
E berla.

D'un fiato.