venerdì 21 febbraio 2014

Qui in fondo. Da sempre.

Eccolo, lo aveva trovato. Si fermò sulla porta della stanza da letto, senza farsi notare. L'uscio di casa era aperto e lei era entrata credendo la stesse aspettando.
Gli occhi le scivolavano ovunque ma non poteva fare a meno di fissarsi sul sesso di lui. Per infiniti attimi, i suoi pensieri osceni le scorrevano dentro. Era in preda ad un’eccitazione penetrante che la invadeva nel profondo. Sentiva ogni centimetro di pelle frizzare, impazzita. I seni tesi, i capezzoli inturgiditi come vulcani. Ogni angolo di lei era diventato ipersensibile.
Lo guardava e si sentiva magneticamente attratta verso di lui. Non riusciva più a resistere. Era invasa, posseduta. Quel pensiero la scopava senza ritegno. Era eccitata. Più che mai. Voleva possedere la sua carne. Con tutta lei.
Si avvicinò di qualche passo. Lui la vide e le piantò gli occhi dentro i suoi.
Erano caldi.
Lei, senza svestirsi da quello sguardo infilzato fin dentro, fece scivolare a terra un abitino nero, corto. Non indossava altro.
Camminando lentamente, lo raggiunse e prese a strofinarvisi tutta contro, con una sensualità animalesca. Piegandosi verso il basso, scivolò con la bocca verso il suo pene eretto. Passò la lingua su tutta la grossa asta, fino in punta. Poi, con mani dalla pelle di morbido velluto, avvolse con dolcezza il membro, dalla punta, e le fece scorrere verso la base. Portò la cappella tra le sue labbra umide e brillanti e iniziò a carezzarla con la lingua.
Sentì il sangue caldo delle vene pulsare lungo tutto il sesso di lui. Lo stringeva tra le sue mani, agitandole delicatamente su e giù, facendole ruotare, a toccare ogni tessuto di quel marmo caldo. Vibrava ad ogni gemito di piacere di lui. Risalendo con la lingua e con tutto il corpo contro quello di lui, sentì il palmo della mano di lui scivolare lungo il ventre. Due dita si misero a scorrere lungo le grandi labbra, e un terzo in mezzo, a schiudere appena il fiore, dal basso verso l'alto. Le sentiva salire, con una pressione adorabile, perfetta. Le tre dita giungevano ripetutamente a stringere amabilmente il clitoride. Impazzito.
Miele dal profumo selvatico fluiva dal suo sesso. Per qualche istante lasciò che l'esplosione del suo corpo si placasse ma, non riuscendo a resistere oltre, cominciò con lamenti soffocati a lasciarsi affondare dal piacere di quelle dita sapienti. In un attimo era sull'orlo di uragano di piacere. Tornò a sbattere selvaggiamente il sesso di lui. mentre lo baciava, lo succhiava, lo carezzava con la lingua tra gemiti deliranti.
Lui l'afferrò con vigore per le natiche, l'appoggiò appena in cima al suo membro, e lentamente, l'affondò tutto.
Inarcata all'indietro, con la bocca spalancata, lo sentì centimetro dopo centimetro riempirla fino in gola. Grosso. Potente. Caldo.
Fece per iniziare a dimenarsi ma appena lo sentì muoversi dentro, iniziò ad esplodere. Con un'orgasmo dopo l'altro. Ad ogni minimo movimento. Ad ogni carezza. Ad ogni affondo una tortura, penetrante, dilagante, sconvolgente.
All'ennesimo scossone di liquidi brividi di piacere, cadde sconvolta tra le braccia di lui.
Si abbandonò contro il suo petto.
E iniziò a ridere. Copiosamente. Convulsamente, senza controllo. Nascondendosi agli occhi di lui. 

Era la prima volta. Che veniva. Così.

'Da ora, mi dovrai abitare per sempre dentro.' Gli disse con un filo di voce.
'Tu, mi abiti già dentro. Qui in fondo. Da sempre'. Le rispose

E l'affondò di nuovo. Colpendola fin dentro l'anima.


3 commenti:

  1. ... concordo con Kalimera...
    un agitazione dentro da voler vivere...

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  2. Coinvolgente, sconvolgente, passionale, ipnotico.... eccellente come sempre!

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  3. Era da molto tempo che non ricevevo commenti...

    Grazie infinite, fa sempre molto piacere. Se posso... Cosa ti ha colpito in particolare?

    Ciao
    L.

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