martedì 25 agosto 2015

Anima animale




Anima animale 
animale che sta dentro di te
animale animale

tu, tu si lo sai 
con quello sguardo antartico
con la tua fragilità tu
tu che stai con me 
sempre quando mi accoccolo
come se sapessi già che cosa c'è

anima animale 
animale
tu coi tuoi silenzi e i tuoi improvvisi brividi
mi farai morire sai
se ti parlo tu non rispondi mai
mi guardi però 
come se 
non avessi che me
mi costringi ad uscire con te

anima animale
animale che stai dentro di me
animale animale che

tu tu si lo so
coi tuoi giochi semplici
le tuo cose piccole tu
nuoti dentro me
con i tuoi gesti morbidi
sai che piano piano mi conquisterai

anima animale
animale 

tu mi turbi sai 
col tuo profumo illogico
quella tua ambiguità tu
sembri prova di di perplessità
mi guardi però come se non avessi che me
finirò per arrendermi a te

anima animale
animale che stai dentro di me
animale animale che
stai dentro di me
animale che

giovedì 6 agosto 2015

Forbidden Colours


Vesto colori proibiti.
Nei pensieri. Nel cuore. Nell'anima.

Vesto i colori che a persone di rango della corte imperiale è proibito d'indossare.
Sono i colori di chi ha scelto di non tentare di accettare l'incantevole vuoto.

Non è per chi si lascia dipingere di colori proibiti darsi una possibilità.


Vestirò per sempre i miei colori proibiti.

Ma sentirò.
Sentirò le più diverse sfumature in ogni cosa del mondo.

E starò bene.
Come starà bene chi avrà raggiunto la propria meta.


Forbidden Colours

martedì 21 luglio 2015

Samy


Sera di sabato 18 Luglio. Venezia. Festa del Redentore. 
Sorseggiava l'ennesimo drink. Lo avevano invitato ad una festa a bordo di un grosso yacht. Osservava stupito una enorme distesa di imbarcazioni che copriva interamente la Laguna con musica, feste, gente. Splendido.
Sapeva di essere osservato. Dal ponte in alto, una bellissima donna semisdraiata sui dei cuscini prendisole, lo fissava insistentemente mentre armeggiava con il suo smartphone.
Un caldo soffocante aveva obbligato tutti a rimanere in costume anche per la serata.
"Inizieranno solo tra una decina di minuti!"
"Come prego?"
"I fuochi, dico. Non inizieranno prima di una decina di minuti. Mi porti del ghiaccio per favore?"
Salì le scale e si avvicinò a lei. "Quanti?" 
"Un paio di chili addosso. Ovunque. E... un paio di cubetti nella mia vodka!" Rispose sorridendo.
Infilò due cubetti nel bicchiere e lo rabboccò con dell'altra vodka ghiacciata.
"Me ne versi un po' addosso?" 
Silenzio.
"Ci potrei provare. Ma temo che tuo... il tuo uomo non gradirebbe molto."
"Non si alzerà da quel tavolo da poker prima dell'alba. Scommettiamo?"
Era attratto da lei. Molto. Ma anche se erano quasi tutti semisconosciuti avrebbe volentieri evitato qualsiasi scena imbarazzante.
"Allora?"
"Come vuoi." rispose con tono piuttosto duro. 
Prese la bottiglia ghiacciata e, piantandole gli occhi nei suoi, iniziò a far cadere qualche goccia di vodka sulla spalla e sul petto di lei. Tra i brividi.
Le si sedette accanto, prese un cubetto di ghiaccio, lo posò sulla pelle e iniziò a farlo scivolare sotto il collo, lentamente, verso il petto. Lei chiuse per un istante gli occhi. Le parve che il sangue di lui le salisse da sotto e la riempisse fino all'addome.
D'istinto aprì le gambe e posando la mano sopra quella di lui fece scivolare il ghiaccio fino giù, sul ventre.
Le bloccò la mano. "Stai ferma. Girati pancia in giù."
Stupita dall'imperativo, ebbe un attimo di esitazione.
Posò il bicchiere e si voltò sdraiandosi ventre a terra. Lui si mise cavalcioni su di lei, poggiato appena sotto le natiche di lei. Prese la bottiglia di vodka e iniziò a versarne lungo la schiena. Si chinò verso di lei e cominciò a leccarla tutta, dall'incavo in fondo alla schiena fin su verso le spalle.
Brividi.
Ogni volta che si abbassava per leccarla ruotava il bacino facendole sentire il suo membro scorrere tra i glutei. In un attimo erano entrambe in preda ad una profonda eccitazione. Il costume di lui non riusciva più a contenere null'altro. All'ennesimo strusciamento uscì fuori da sopra. Si guardò in giro. Erano tutti a poppa ad ammirare la laguna illuminata dai fuochi.
Slegò i laccetti laterali del bikini e lo aprì verso il basso, lasciandole quello splendido fondo schiena in bella mostra. Senza neanche darle tempo di aprire le gambe, puntò il suo sesso tra le grandi labbra, strette tra le cosce, gonfie di desiderio. La trafisse senza pietà alcuna, con fare selvaggio, esattamente come lei avrebbe voluto, senza neanche aver aperto la bocca. Se non per chiedere del ghiaccio. E della vodka.
Il suo sesso, il suo ventre e tutta lei erano travolti da quella furia danzante che le carezzava prepotentemente ogni tessuto, in ogni angolo, ad ogni profondità, con ogni intensità possibile. Lui la sentiva calda e stretta. Le leccò di nuovo la schiena, facendola inarcare. Scostando il costume verso l'alto, prese tra le sue mani i seni. La infilzava impetuosamente e passava tra le sue dita quei magnifici capezzoli, turgidi, gonfi come vulcani. Li stringeva quel tanto da farla urlare nel fracasso dei fuochi che esplodevano in cielo. 
Finché esplose anche lei bagnando ovunque con un miele dal profumo selvatico scioltosi copioso tra le sue gambe. Tremanti. Sconvolte. Senza forze.
Si sfilò da quella posizione e iniziò a leccarle le cosce, ancora strette.

"Samy..!?"

"Oh cazzo... Abbiamo combinato un disastro..." Le riallacciò di fretta lo slip fradicio.
"Ma tu..tu sei..." 

Si spostò e coprendosi l'evidenza con un asciugamano prese un bicchiere con l'altra.
"È colpa mia, ho rovesciato della vodka. Addosso a Samy. Ovunque. Ho combinato un disastro...."

"Tranquillo, ne abbiamo almeno altre 10 bottiglie..." Rideva.

"Samy, salpiamo domattina presto."
"Non vengo. Me ne vado in hotel. E domattina torno a casa."
"Fa come.vuoi. E tu? Dove alloggi?"
"Sono con Gabriele, abbiamo una prenotazione in un posto sulla riviera del Brenta..."
"Splendido. Beviamoci un chupito di vodka. Alla tua! Samy, ti chiamo domani sera." Si allontanò.

Silenzio.

"Ti prego, passa la notte con me..."
"No. Voglio andarmene." - silenzio - "Mi dispiace. Non è colpa tua." - silenzio - "Io non sono così. So anche amare."

E se ne andò.

giovedì 9 luglio 2015

E' scritto lì


Il profumo della pelle accesa,
la consistenza della carne,
il suono dei corpi sbattuti e infilzati
e tutta la più affascinante dolcezza impregnata del solo gusto del piacere,
non sono nulla se hai conosciuto il fuoco nell'oceano di uno sguardo.
Se in quello sguardo hai visto un seme piantato in fondo all'anima.
Che grida
che tutto quel che cerchi
è scritto lì dentro.

Compresi i profumi, gli aromi le consistenze, i suoni e le magie della carne.

Da una notte selvaggia, a casa, rimane solo chi può incidere il suo nome sulla tua pelle.

Con le unghie.

Senza farti male.

mercoledì 8 luglio 2015

Una cosa a tre...

Io, un gin tonic e una Marlboro.
E basta.
Su di una terrazza in fronte al mare.

Commentavo giorni fa a proposito del silenzio, con un amica.

Il più bravo a tacere è il mare. Quando la luna si specchia.

Già... E come fa a star zitto di fronte a tanta bellezza?
Come si fa?

Lui ascolta le storie dei marinai. Sente il calore del sole. Si riempie dei sogni dei pensatori incantati dinanzi a lui. Non ha bisogno d'altro.

Se non della Luna.
Che gli si specchia dentro.
Giusto il tempo di una notte.
Giusto il tempo.
Giusto.

Per innamorarsi.

Ancora.

giovedì 18 giugno 2015

Se questo, è amore.




Il segreto delle donne interessanti è che nascondono sempre un segreto.

Indossano quel silenzio apparentemente composto.
Immaginate un bicchiere posato sul tavolo. Pieno. D'un uragano devastante.
Vivono in camere dal profumo di affascinante dolcezza. Vi abita anche la luna.
Si coricano nel letto vestite. Elegantemente truccate. Della sola anima.
Assaporano lentamente il gusto del piacere. Esplosione selvaggia.
Nascondono negli occhi la profondità degli abissi. Abbagliante il cielo di questi sguardi.

Il segreto dei segreti delle donne interessanti è l'intelligenza. Che le spinge alla follia. 
Se questo, è amore.


venerdì 12 giugno 2015

Lei, è tua.



Erano accoccolati su di un divano, seduti scompostamente, carni e anime nude, intrecciate l'un l'altra.
La baciava lentamente. La sfiorava con il naso e con la bocca ovunque potesse raggiungerla in quella posizione. Non  riusciva a staccarsi dalla sua pelle, respirandola quasi cercasse aria per vivere.
Navigando sul suo corpo, la guardava. L'ammirava. La desiderava. Bruciava, per lei.
Scese con le dita a carezzare i seni, lasciandole dolcemente scorrere su quegli splendidi vulcani. Con la lingua iniziò a seguire la scia delle dita, passando di tanto in tanto per i capezzoli, dal basso verso l’alto. 
Lei, rabbrividendo, prese tra le sue dolci mani quel grosso membro. Lo sentì perfetto in tutta la sua erezione, duro, caldo, seducente. Miele selvatico si sciolse tra le sue cosce. Era eccitata al limite del ritegno. Non era certa di potersi trattenere oltre dal cavalcarlo selvaggiamente, ma voleva ad ogni costo farlo godere come nessuna aveva mai fatto.
Con una mano fece scorrere in giù tutto il prepuzio e si fermò, trattenendolo saldamente alla base dell’asta. Con l’altra, cinse il sesso di lui appena sotto la corona, iniziò a farla scorrere con splendida delicatezza su tutta la grossa cappella, su e giù, di poco, lentamente, velocemente, istigandolo dove più godeva. Cambiava continuamente ritmo, facendolo impazzire di godimento.
Si fermò un istante e d’improvviso lo infilò in bocca fin dove riuscì, e lo ritirò fuori, lentissimamente, succhiandolo e slinguandolo.  Poi, posò il palmo delle dita sull'asta, con l'indice piazzato appena sotto il glande. Iniziò a farle muovere in un cerchio, senza far scivolare le dita, massaggiandolo in profondità lungo tutto il frenulo. Lui iniziò a gemere senza pudore: quel tocco lo faceva godere incessantemente, Era come trovarsi in un altipiano di estasi continua. Un piacere profondo. Penetrante. E prolungato.
Lei sentiva il membro di lui pulsare caldamente. E più lo sentiva godere, più si bagnava. 
Lui, con gli occhi chiusi dal godimento, passò di nuovo la lingua sui capezzoli e la sentì sussultare dall'eccitazione. Senza che le avesse ancora sfiorato il sesso, era prossima all'orgasmo. 
Aprì gli occhi e li piantò dentro a quelli di lei. Trattenendola dolcemente per i lunghi capelli le parlò con voce calda:
“Non ti lascerò godere e soffrire nel tuo vuoto. Voglio che tu ti annoda qui sopra. Ho voglia di riempirmi del tuo mare. Ho voglia che tu ti senta colma. Del mio fuoco. Ho voglia di sentirti.
Scopami! Scopami fino sentirmi l’anima! Consumala tutta. In un istante. Infinito. Lei, è tua.
Ho voglia. Tanta voglia. Di lasciarmi sentire.”

giovedì 21 maggio 2015

Sto bruciando


Sbaglio e sbaglierò sempre; ho un gran talento.
Intreccio la sua carne alla mia.
Ne misuro l'estensione dell'anima e...
Ed è sempre la più precisa opera fugace al mondo.

Una volta sola, forse, sentii sulla superficie delle mie labbra i battiti del suo cuore. 
Fu un lento e tenero bacio.

Si. forse è tutto qui: non posso avere le sue labbra tremanti sulle mie se l'impronunciabile e oscena passione è solo un indefinibile sentimento.

Si, forse hai ragione te. Non puoi fidarti.
Non fidarti perché starò sempre cercando davvero qualcosa che inesorabilmente sussurra, gode e vive solo nella mia testa.


Sto bruciando. E sono felice.
Sono vivo.







venerdì 15 maggio 2015

Volare


Quanto può essere dolce se mi fai ballare?
Piedi nudi.
Occhi dentro gli occhi.
Ad un passo dal possibile, come il vento sulla crina di un monte.
E volare.
Volare.
Volare.
Volare via.
In quel posto che non c'è.
Facciamo un passo ancora.
E danziamo.
Non abbiamo bisogno di niente.
Solo della musica.
La musica è l'unico motivo per cui so che esiste il tempo.

C'è ancora tempo, bambina.

Tu sei mia.

giovedì 30 aprile 2015

Toccati per me


Voglio vederti.
Mentre ti tocchi.

Indecentemente.

Solo per me.

Voglio godere alla vista del tuo corpo in festa.
Voglio leggere nei tuoi occhi quel formicolio bruciante che ti fa sussultare.
Voglio vedere quell'insensata voglia addolcirsi e sciogliersi tra le cosce. 
Voglio ammirare il tuo sesso schiudersi, gonfio di desiderio.
Voglio misurare il tuo bisogno di sentirti colma.
Voglio che mi cerchi. Convulsamente. Con le dita.
Voglio che mi trovi. In un brivido. In un gemito. In un sospiro. In un orgasmo.
Voglio udire ogni più lieve e liquida nota.
Voglio che ti lecchi le dita.

E adesso...

Mi manca il respiro.
Mi contorco.
Muoio.
Dalla voglia.
Di succhiare dalla tua bocca il sapore dei tuoi baci.


venerdì 3 aprile 2015

So We Meet Again My Heartache


...
So we meet again, my heartache
Come and sit with me a while
Rest your head upon my shoulder
Hide your face beneath my smile
...



Il profumo della follia



Quante Lune scivolate nel mio letto.
Quanti angoli di cielo, dentro, incastonati, per portare con me ogni loro sussurro, lacrima e orgasmo.

Vorrei accadesse qualcosa di meraviglioso.
Una meraviglia di Luna piena, che all'alba, si fa per me meraviglia di Sole.

Che rimane.
Piantato indissolubilmente a mezzogiorno.
Nel mio cielo blu più infinito.

mercoledì 1 aprile 2015

La tua nuda anima


E dove sei tu?
Là, nella favolosa Parigi, danzi sul grandioso palco del teatro sugli Champs-Élysées.
Lo so bene eppure ancora mi pare di udire nel silenzio notturno i tuoi passi, vedere i tuoi occhi brillare come stelle nel cielo invernale. Mi dicono che il tuo ruolo, in questo luminoso e festoso spettacolo, è quello della bella persiana, tenuta prigioniera dal Khan dei tartari.
Sii bellissima e danza! Sii una stella e splendi! Ma se l’ammirazione e la gratitudine del pubblico dovessero ubriacarti, se l’aroma dei fiori che ti porgono dovesse darti le vertigini, siediti in un angolino e leggi la mia lettera, ascolta la voce del tuo cuore! [....]
Molte favole ti ho narrato in quelle lontane notti ma mai ho potuto narrarti la mia. Eppure anche quella è interessante. È la favola di un buffone affamato, che danzava e cantava nei quartieri poveri di Londra, per poi raccogliere la carità. Ho conosciuto la fame, ho sperimentato cosa volesse dire non avere un tetto sopra la testa. Più importante, ho patito la terribile pena di un buffone vagabondo con in petto un oceano di orgoglio, un orgoglio che veniva profondamente ferito dalle monetine gettatemi. Eppure sono vivo, dunque non diamoci ulteriore importanza. [...]
L’arte, prima di dare all’uomo le ali, per potersi innalzare, solitamente gli spezza le gambe. E se solo giungerà il giorno, quando ti sentirai superiore al tuo pubblico, lascia subito il palcoscenico. Prendi il primo taxi e fatti portare alla periferia di Parigi. Io la conosco bene! Lì incontrerai molte danzatrici come te, anche più belle, aggraziate ed orgogliose. Le abbaglianti luci del tuo teatro non saranno nemmeno un ricordo in quei luoghi. Il loro riflettore è la luna. [....] 
Forse, durante una delle serate di gala, sarai accecata dal luccichio di un qualche diamante. Da quel preciso istante, diventerà per te una pericolosa fune e non potrai più evitare di cadere. Non vendere il tuo cuore per l’oro e i gioielli. Sappi che il diamante più grande è il sole. Esso, per fortuna, splende per tutti. E quando giungerà per te il tempo di amare, ama quella persona con tutta te stessa.
Il tuo lavoro è difficile, lo so. Il tuo corpo è coperto solo da un drappo di seta.
Per amore dell’arte si puo’ uscire in scena anche nudi ma è necessario rientrare tra le quinte non solo vestiti ma anche più puliti. [..]

Il tuo nudo corpo deve appartenere a chi amerà la tua nuda anima. 

(Charlie Chaplin)


venerdì 27 marzo 2015

My soul

My soul began its first sink into her
 deep, heady, lost;
like drowning in a witches' brew, Keltic, sorcerous, starlike.

(Jack Kerouac)


[La mia anima cominciò ad affondare in lei per la prima volta, in maniera profonda, inebriante, perdutamente; come annegare nella pozione di una strega, celtica, magica, luminosa come una stella.]


martedì 24 marzo 2015

Scoprimi i pensieri


Scoprimi i pensieri.

Quelli più svestiti.
Quelli nudi,
Quelli chiari, semplici, ingenui come quelli di un bambino.

Scoprimi i pensieri.

Essi ti diranno che si, forse sono un pazzo,
Ma hanno osato anche pensare che io,
si, io,
sono capace di amare più di un amante.

Un folle insomma.
Con l'aspettativa di contare per qualcuno più di tutte le ragioni.

mercoledì 28 gennaio 2015

Don't let him go


Provava una forte curiosità per la naturale espansione del piacere. Pensava che, a dispetto della quotidiana abitudinarietà della vita di molte persone, si potesse ricavare parecchio piacere da molti aspetti della vita. Ovunque trovasse una zona piacevole della sua esistenza, cercava di estendere la sua esperienza in quella zona. 
Il sesso era naturalmente tra queste. Sperimentava di continuo, cercava di espandere e dilatare all'infinito ogni sensazione che gli procurava piacere, godimento, estasi. Non era un'ossessione. Era semplicemente la curiosità infinita, il desiderio implacabile, la bruciante passione per le sensazioni, le emozioni, l'adrenalina, l'estasi che ogni nuova esperienza gli procurava. 
Fu improvvisamente colpito da una lettura sull'orgasmo multiplo maschile. L'intero concetto gli appariva come una naturale evoluzione del suo atteggiamento. Non lo attraeva solo il fatto di poter avere più orgasmi, di continuo, senza perdere l'erezione. Il suo obiettivo fin da subito fu di imparare a rimanere il più a lungo possibile su livelli di eccitazione altissimi. Un uomo multiorgasmico è semplicemente un uomo che può avere due o più orgasmi di seguito senza fermarsi, senza aver bisogno di un periodo di pausa e quindi continuare fino al secondo o anche terzo o quarto orgasmo, senza riposarsi. Ma lui voleva di più. Voleva prendere ogni istante di godimento e dilatarlo, estenderlo il più a lungo possibile. 
Ne parlò con un'amica fidata, che fu incuriosita ed eccitata dalla sua richiesta di "aiuto". Aveva bisogno di qualcuno che lo assecondasse durante il periodo di prova, di apprendimento. Non ci volle molto tempo ad imparare a conoscere a fondo il suo corpo. Iniziò a riconoscere e a godere delle moltissime sfumature di piacere che provava; poi iniziò a distinguere, nelle diverse fasi della sua eccitazione, ogni cambiamento che interveniva sul suo corpo, ogni movimento, ogni contrazionei di ogni singolo muscolo che compone il suo sesso; arrivò a riconoscere e poi controllare tutto ciò che nel suo corpo accadeva prima e durante l'orgasmo. Da lì fu un attimo imparare che orgasmo ed eiaculazione erano due fenomeni disgiunti, indipendenti. E che poteva controllarli. A suo piacimento. Da quel giorno avrebbe potuto avere mille orgasmi. O uno solo. Avrebbe potuto donare il suo seme, la sua anima, oppure no.
Da quel giorno, il rapporto con il sesso, con il suo sesso, non fu mai più lo stesso. Aveva finalmente raggiunto ciò che voleva. Gli brillavano gli occhi. La sua carne, il suo sguardo, il suo carattere, ogni cosa di lui emanava radiazioni. Attraenti. Quasi avesse un profumo, un aroma, una fragranza nascosta. Una miscela. Impudica. Elegante. Selvaggia. Forte. Bastarda. E ogni ad ogni occasione si violentava di piacere violentando di piacere. Creando dipendenza. Dal suo sesso.

Oggi, quel giovane bastardo, è sicuro che il piacere, il vero piacere, lo trovi solo se ci metti il cuore. Mentre fai l'amore appena entrato a casa tua, dietro la porta, quasi avessi il bisogno urgente di bussare all'anima di chi ti aspetta sull'uscio, di chi ti vuole con se'. Il prima possibile. Il più possibile. 
Oggi, quel giovane bastardo, è un uomo sicuro che il piacere, il vero piacere, lo trovi solo se ci metti l'anima. Anche solo mentre accenni un ballo. Stringendola. A piedi nudi. In cucina.

Oggi, quel giovane bastardo capace di domare l'indomabile, è semplicemente un uomo di trentacinque anni. Incapace di controllare una fottuta lacrima. Di nostalgia. Non del giovane bastardo. Ma dei baci dal sapore di domani. Di quelli che riempiono i polmoni. E ti danno vita. Come fa l'aria, che si respira libera.

Abbiate cura di chi vi sta accanto senza chiedere nulla in cambio. Abbiate cura di chi vi ascolta. In silenzio. Abbiate cura di chi vi vuole con se'. Il prima possibile. Il più possibile.

Abbiate cura di lui. Prima che si convinca di non essere più come l'aria che si respira libera: essenziale.

Don't let him go.


mercoledì 7 gennaio 2015

Le feste degli amanti.


Quando iniziò ad essere cercato nel buio delle notti, capì che sarebbe stato tenuto nascosto nelle ore di luce dei giorni di festa.

Non tanto per via del peccato, che vive nell'oscurità, quanto piuttosto per la luce, capace di togliere l'ombra da tutti i loro più preziosi averi.

Ecco, per una volta ancora, per un'altra sola fottuta volta, avrebbe voluto tornare ad essere cosa preziosa. 

Da accudire e custodire. Alla luce del sole. E all'ombra della luna.