mercoledì 28 gennaio 2015

Don't let him go


Provava una forte curiosità per la naturale espansione del piacere. Pensava che, a dispetto della quotidiana abitudinarietà della vita di molte persone, si potesse ricavare parecchio piacere da molti aspetti della vita. Ovunque trovasse una zona piacevole della sua esistenza, cercava di estendere la sua esperienza in quella zona. 
Il sesso era naturalmente tra queste. Sperimentava di continuo, cercava di espandere e dilatare all'infinito ogni sensazione che gli procurava piacere, godimento, estasi. Non era un'ossessione. Era semplicemente la curiosità infinita, il desiderio implacabile, la bruciante passione per le sensazioni, le emozioni, l'adrenalina, l'estasi che ogni nuova esperienza gli procurava. 
Fu improvvisamente colpito da una lettura sull'orgasmo multiplo maschile. L'intero concetto gli appariva come una naturale evoluzione del suo atteggiamento. Non lo attraeva solo il fatto di poter avere più orgasmi, di continuo, senza perdere l'erezione. Il suo obiettivo fin da subito fu di imparare a rimanere il più a lungo possibile su livelli di eccitazione altissimi. Un uomo multiorgasmico è semplicemente un uomo che può avere due o più orgasmi di seguito senza fermarsi, senza aver bisogno di un periodo di pausa e quindi continuare fino al secondo o anche terzo o quarto orgasmo, senza riposarsi. Ma lui voleva di più. Voleva prendere ogni istante di godimento e dilatarlo, estenderlo il più a lungo possibile. 
Ne parlò con un'amica fidata, che fu incuriosita ed eccitata dalla sua richiesta di "aiuto". Aveva bisogno di qualcuno che lo assecondasse durante il periodo di prova, di apprendimento. Non ci volle molto tempo ad imparare a conoscere a fondo il suo corpo. Iniziò a riconoscere e a godere delle moltissime sfumature di piacere che provava; poi iniziò a distinguere, nelle diverse fasi della sua eccitazione, ogni cambiamento che interveniva sul suo corpo, ogni movimento, ogni contrazionei di ogni singolo muscolo che compone il suo sesso; arrivò a riconoscere e poi controllare tutto ciò che nel suo corpo accadeva prima e durante l'orgasmo. Da lì fu un attimo imparare che orgasmo ed eiaculazione erano due fenomeni disgiunti, indipendenti. E che poteva controllarli. A suo piacimento. Da quel giorno avrebbe potuto avere mille orgasmi. O uno solo. Avrebbe potuto donare il suo seme, la sua anima, oppure no.
Da quel giorno, il rapporto con il sesso, con il suo sesso, non fu mai più lo stesso. Aveva finalmente raggiunto ciò che voleva. Gli brillavano gli occhi. La sua carne, il suo sguardo, il suo carattere, ogni cosa di lui emanava radiazioni. Attraenti. Quasi avesse un profumo, un aroma, una fragranza nascosta. Una miscela. Impudica. Elegante. Selvaggia. Forte. Bastarda. E ogni ad ogni occasione si violentava di piacere violentando di piacere. Creando dipendenza. Dal suo sesso.

Oggi, quel giovane bastardo, è sicuro che il piacere, il vero piacere, lo trovi solo se ci metti il cuore. Mentre fai l'amore appena entrato a casa tua, dietro la porta, quasi avessi il bisogno urgente di bussare all'anima di chi ti aspetta sull'uscio, di chi ti vuole con se'. Il prima possibile. Il più possibile. 
Oggi, quel giovane bastardo, è un uomo sicuro che il piacere, il vero piacere, lo trovi solo se ci metti l'anima. Anche solo mentre accenni un ballo. Stringendola. A piedi nudi. In cucina.

Oggi, quel giovane bastardo capace di domare l'indomabile, è semplicemente un uomo di trentacinque anni. Incapace di controllare una fottuta lacrima. Di nostalgia. Non del giovane bastardo. Ma dei baci dal sapore di domani. Di quelli che riempiono i polmoni. E ti danno vita. Come fa l'aria, che si respira libera.

Abbiate cura di chi vi sta accanto senza chiedere nulla in cambio. Abbiate cura di chi vi ascolta. In silenzio. Abbiate cura di chi vi vuole con se'. Il prima possibile. Il più possibile.

Abbiate cura di lui. Prima che si convinca di non essere più come l'aria che si respira libera: essenziale.

Don't let him go.


mercoledì 7 gennaio 2015

Le feste degli amanti.


Quando iniziò ad essere cercato nel buio delle notti, capì che sarebbe stato tenuto nascosto nelle ore di luce dei giorni di festa.

Non tanto per via del peccato, che vive nell'oscurità, quanto piuttosto per la luce, capace di togliere l'ombra da tutti i loro più preziosi averi.

Ecco, per una volta ancora, per un'altra sola fottuta volta, avrebbe voluto tornare ad essere cosa preziosa. 

Da accudire e custodire. Alla luce del sole. E all'ombra della luna.